In relazione alla nota di SKS365, Stanleybet replica ad alcune delle affermazioni rese dalla compagnia austriaca nel suo comunicato di ieri.

SKS comincia con riferimenti atmosferici: “Un anno può essere tanto lungo e complesso da annebbiare i ricordi e anche le migliori intenzioni. E altro non potrebbe essere, visto che a pensar male si fa peccato. Eppure le dichiarazioni di Stanleybet lasciano oggi stupefatti chi, già 12 mesi fa, aveva previsto tutta l’evoluzione del mercato salvo poi essere denigrato su forum e media”.

La simpatica compagnia Viennese, già graziata da Stanley in un caso di diffamazione di un paio di anni fa, si sente denigrata non si sa perché, dato che nessuno aveva avuto sentore che avesse previsto alcunché.

Il book condonato, sbagliando la data della circolare Stanley, che è del 3 dicembre 2014 e non del 2, cosi prosegue… “Un passo indietro è quindi d’obbligo. Il 2 dicembre del 2014 da Liverpool arrivava tramite il CEO Whittaker un chiaro monito in previsione del bando 2016: “Anno zero? Non credo. I CTD, perfettamente legittimati ad operare, non hanno, contrariamente ai concessionari, nessuna scadenza, quindi continueranno ad operare anche nel 2016 e dopo. Nulla naturalmente impedisce al governo di bandire una nuova gara per ricostituire il sistema Concessorio che sarà appena scaduto. L’equazione che la Stanley o qualsiasi altro operatore ci debba necessariamente partecipare è priva di fondamento. Naturalmente se la gara fosse conveniente e mettesse tutti gli operatori sullo stesso piano, noi come Stanley potremo trovare conveniente parteciparvi. Ma mi sembra irrealistico pensare a partecipare ad una gara bandita da autorità che da oltre 15 anni si rifiutano di riconoscere la legittimità dei CTD Stanley”.

Dunque, per ammissione stessa di SKS, nella circolare si dice espressamente che … se la gara fosse conveniente e mettesse tutti gli operatori sullo stesso piano, noi come Stanley potremmo trovare conveniente parteciparvi”.

E allora: non potrebbe essere che Stanley oggi trova conveniente parteciparvi, dopo aver preso visione e coscienza delle future intenzioni? Dove è la contraddizione?

Ma il valoroso operatore nord europeo prosegue imperterrito: “Stanleybet insisteva sulla legittimità dei propri centri da riconoscere automaticamente, senza se e senza ma, rafforzati persino dal valore aggiunto di una durata biblica priva di scadenze temporali. Infatti, proseguiva Whittaker, era possibile pensare a una Stanleybet in Italia a patto che “dalla finanziaria 2015 siano stralciati tutti i provvedimenti riguardanti i CTD e siano sostituiti da un unico articolo che dica: ‘1) i CTD di operatori nati prima dell’ultima gara sono legittimi”.

E allora? Come si sa, quella finanziaria non ha detto nulla di tutto ciò e quindi Stanley, i cui CTD non avevano e non hanno nulla da sanare, è rimasta fuori. Stanley se lo è potuto permettere, SKS no.

Prosegue SKS: “Oggi la sorpresa. Stanley ha abolito il palinsesto di stato….Sì!!Stanleybet ha concordato le modalità di accesso sul mercato…..Sì!!!!Stanleybet dice basta ai CTD…No!!!!! È solo un ‘basta’ alla rete parallela. I CTD di Stanley entrano a testa alta, senza condoni e senza compromessi, nel sistema Concessorio. Ad ognuno di loro, come dichiarato da Whittaker, sarà assegnato un diritto. SKS ha dovuto pagare? Evidentemente aveva una posizione diversa e magari… un po’ più scomoda.

Ma SKS non sa darsi pace, infatti così prosegue: “Ma come, non erano i CTD Stanleybet legittimati per superiore intercessione? Non si parlava di una rete autorizzata senza scadenza? E ora partecipa a un bando?

Sì, tutto confermato: erano legittimati per intercessione della Corte di Giustizia, che ben può definirsi ‘superiore’! Sì. Ora partecipa ad un bando … Perché? Qual è il problema? Se è un bando conveniente e mette tutti gli operatori sullo stesso piano, Stanley ci partecipa.

Ma SKS, sul livido, prosegue: “… E non era Stanleybet ad aver intrapreso azioni risarcitorie nei confronti di funzionari di ADM? E perché annunciare una scelta del genere rinunciando ai ricorsi per Cassazione dopo i risultati ottenuti in CGE…?

E chi ha mai detto di rinunciarci? Forse sì, in parte, perché quando si ottiene qualcosa può darsi che si debba dare qualche cosa d’altro in cambio, ma sono questioni di Stanley, non di SKS, che non sembra avere la minima idea di che cosa sta parlando. E, ovviamente, non ce l’ha. Non per sospetta incompetenza ma solo perché non conosce i fatti. Il che non sorprende, dato che si tratta di fatti nostri.

Ma il nostro bookmaker prosegue: “O forse per il timore che ulteriori CTP, dopo quella di Latina, riconoscano come il versamento dell’imposta unica sia a carico della Stanleybet e non del singolo centro?

Che dire… SKS, evidentemente senza assistenza legale, non sembra consapevole che la questione dell’Imposta Unica è stata mandata alla Corte di Giustizia dalla Commissione Regionale della Lombardia, che è organo di rango superiore al CTP di Latina o di qualsiasi altra parte d’Italia.

Ma ancora, SKS: “Oppure per una vittoria non piena alla CGE in materia di cessione della rete visto il pronunciamento del TAR Lazio del 20 febbraio 2013 e del Consiglio di Stato del 25 agosto 2015 in materia di legittimazione?

Di nuovo, raccomandiamo assolutamente a SKS, prima di fare un comunicato su Stanley, di rivolgersi ad un buon avvocato.

SKS non sembra consapevole che le conclusioni dell’avvocato generale della Corte di Giustizia nella causa Laezza, emesse 4 giorni fa, fanno presagire una sentenza che trasforma in carta straccia tutto ciò che lei sta dicendo. Ma dato che SKS appare priva di conoscenza legale degli ultimi avvenimenti, è giustificata nel fare affermazioni ormai superate dalla realtà.

Anche sulla questione delle cause di decadenza e della legittimazione, SKS appare mischiare ragionamenti confusi e senza senso, giustificabili solo perché non ne sa proprio nulla e cerca di legittimarsi con un improbabile alto profilo citando pezzi di sentenze presi qua e là.

Siamo invece sicuri – conclude la nota di Sks365 – che da qui a giugno, o comunque al prossimo bando, si cercherà ogni possibile cavillo utile a gridare alla nuova discriminazione. Perché un conto è lamentarsi, un altro è operare in un sistema concorrenziale«.

Quindi SKS, nuova “Santa Maria Goretti” del sistema Concessorio, con CTD condonati e cristallini, privi di sotto-banchi e co-banchi, per anni mai a rimorchio di Stanley e delle sue sentenze positive, senza le quali non esisterebbe nemmeno, vorrebbe attribuire a Stanley comportamenti che, invece, hanno sempre contraddistinto gli operatori .com illegali. La Stanley e’ un’altra cosa.

Abbiamo però comprensione per SKS, anche se appare imprudente nelle sue dichiarazioni.

Due anni fa SKS fu graziata. Questa volta l’azione legale della Stanley potrebbe essere impietosa.

Che SKS si concentri nel convincere i suoi CTD ad essere corretti nelle scelte che lei stessa, cambiando percorso continuamente, ha comunque assunto verso ADM e le autorità italiane.